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Visita Solofra >>> La città

A chi da Avellino in treno si muove verso Napoli, poco dopo Serino, all'uscita della galleria di Turci, si presenta allo sguardo un paesaggio incantevole. La verde campagna, ricca di vegetazione, solcata da acqua, è cosparsa da tanti borghi, lindi e ordinati, e che anche da lungi dimostrano essere abitati da cittadini laboriosi, civili, colti.

Sono i diversi quartieri di Solofra.

In tanti sono soliti dire che se tutti i paeselli che compongono Solofra fossero riuniti, questa sarebbe una bella città; in verità perderebbe invece il suo aspetto gaio e variato che ha e diventerebbe uno dei tanti paesi più o meno vivibili.

Posta a 420 metri sul livello del mare, in una bella vallata circondata da alti monti, fin dal secolo scorso Solofra era divisa in dodici contrade per una popolazione totale che raggiungeva 10.000 abitanti, dediti alle arti, all'industria e all'agricoltura. L'industria specialmente era floridissima, grazie al commercio dei cuoiami: vi si fabbricavano inoltre pergamene, pannilana e sviluppatissima era l'arte di ridurre in sottili lamine oro e argento, usati per le dorature, al punto che si è scritto che furono proprio i solofrani ad inventare il sistema di stendere l'oro in tal modo.

Per queste cose, la creazione su Internet della Rete Civica di Solofra segue l'obiettivo, ormai consolidato, di potenziare e attualizzare il servizio, in modo particolare informativo, che il Comune ha deciso di realizzare come supporto alle esigenze di quanti, cittadini o non di Solofra, si trovino ad incontrare la realtà comunale: grazie a questo servizio, infatti, si potrà accedere, ad esempio, a molti dei servizi comunali ed essere costantemente aggiornati su informazioni di vario tipo riguardanti la "vita comunale".

Ma Internet, tra le sue peculiarità, ha sicuramente quella di essere accessibile da ogni parte del mondo, e, in questo modo, Solofra apre la sua "finestra sul mondo" pensando, non solo al suo grande patrimonio artistico ed architettonico, ma anche e soprattutto alla sua ricchezza fatta di cultura e di tradizioni.
 

Visita Solofra >>> La storia

Circa le origini di Solofra è tutto incerto. Si suole credere che il paese sia sorto dalla distruzione di Sabazia; si vuole però che vi fosse stato un tempio dedicato al Sole e che, per l'appunto, da "SOLO OFFERENS" sia derivato "SOLO-FRA"; ma anche queste sono solo supposizioni.
Di certo si ha che le prime notizie dell'esistenza di questo paese le fornì il Di Meo quando scrisse che nel 1040 Maraldo e Giaquinto figli di Falcone locarono i beni siti in Castagnaro di Solofra, come risulta anche dall'archivio di Cava.
Dalla stessa abbazia salernitana si sa che, nel mese di marzo dell'anno 1159, donna Saracena, signora di Serino, per la redenzione dell'anima dei defunti Roberto Capomazza e Simone di Tuilla, donò al monastero di Cava "due famiglie de vico Solofra", con servizi, beni e rendite. Questa donazione fu, nell'anno 1178, confermata da Roberto Sanseverino conte di Caserta, figlio di donna Saracena.
Nel 1187 Ruggieri di San Severino, anche a nome del fratello Guglielmo conte di Caserta, entrambi signori di Solofra, concede ai minori Cavesi che gli uomini di Solofra che commettano delitti in territorio dei monaci siano giudicati nella curia dei monaci; mentre gli uomini di Solofra siano giudicati nella curia di Serino.
Nel 1240 Solofra doveva correre alla riparazione del Castello Imperiale di Rocca Piemonte, come risulta dal Grande Archivio, dal quale propriamente si ricava che nel 1320 Solofra fu tassato per nove once e quindici grana. Va notato che nel 1648 il paese fu tassato invece per circa 4.500 abitanti mentre nel 1669 per poco più della metà, a causa della peste del 1656 che uccise oltre 2.000 solofrani. Queste sono le notizie più antiche sulla città.
Dai documenti accennati abbiamo visto che nel 1159 Solofra era posseduto da donna Saracena, vedova di Simone di Tuilla; i Tuilla erano subfeudatari dei Babano di Conza, potenti signori che possedevano anche Nusco, Bagnoli, Montella, Volturara e Serino. Può ritenersi che sia stato posseduto prima dai Balbano e poi, in subfeudo, dai Tulllia.
A questi successero i Sanseverino, detti di Tricarico. Nel 1178 era signore Roberto di Tricarido, quindi Ruggiero, e dopo di lui Simone, al tempo di Federico II di Svevia. A Simone successe il figlio Iacopo o Giacomo, che diede Solofra in dote alla figlia Giordana, allorché sposò Aldoino Filangieri nel 1269.
I successivi Filangieri furono Ruggiero, Francesco, Riccardo, nel 1300 Filippo, Giacomo, conte di Avellino. Dopo di costui Solofra si trovò in possesso di Francesco Zurlo che fu assalito dal figlio di Giacomo, Filippo detto il prete, unitamente a Giacomo Antonio della Marra suo congiunto, col pretesto che Solofra gli apparteneva.
In quell'occasione il della Marra vi morì ferito da una saetta e, così, la regina Giovanna, interpostasi tra i contendenti, nel 1417 ordinò al Filangieri di levare l'assedio ed al Zurlo di consegnare alla Corte il castello.
Lo Zurlo poi ebbe il feudo che passò, alla sua morte, al fratello Salvatore, e nel 1463 al figlio di costui, Scipione. Ercole Zurlo, ribelle, nel 1528 perdé Solofra che per 3000 ducati fu venduta a Ludovico della Tolfa, con il patto di ricomprarla.
La corte vendé Solofra ai Solofrani nel 1537 per 11500 ducati. Non potendo però questi sostenerne le spese, nel 1555, facendosi salvi molti loro diritti, vendettero Solofra a Beatrice Ferillo, moglie di Fernando Orsini.
Qui comincia la lunga serie di feudatari di casa Orsini, che ritennero sempre Solofra. Nel 1605 Dorotea, discendente diretta di Ferdinando Orsini, sua erede universale, sposò il cugino Pietro Orsini. Costui vendé il feudo a Lucrezia del Tufo, che lo donò alla sorella Diana, che, a sua volta, lo ridiede allo stesso Pietro Orsini, che gli era figlio.
Costui nel 1620 fu fatto principe di Solofra e da questo momento continua la serie dei feudatari di casa Orsini fra i quali vi fu Francesco che, sebbene non nato in Solofra, vi dimorò fin da fanciullo e divenne Papa col nome di Benedetto XIII.
Fin dal secolo scorso Solofra era divisa in dodici contrade per una popolazione totale che raggiungeva 10.000 abitanti, dediti alle arti, all'industria e all'agricoltura. L'industria specialmente era floridissima, grazie al commercio dei cuoiami: visi fabbricavano inoltre pergamene, pannilana e sviluppatissima era l'arte di ridurre in sottili lamine oro e argento, usati per le dorature, al punto che si è scritto che furono proprio i solofrani ad inventare il sistema di stendere l'oro in tal modo. Capoluogo di Mandamento Solofra ebbe, fin dalla seconda metà del 1800, tre Società Operaie, un ospedale per i poveri e molti istituti di beneficenza.
 

Visita Solofra >>> I personaggi illustri

Se volessimo riportare tutti gli uomini illustri che videro la luce o, comunque, operarono in Solofra, dovremmo riportare intere pagine di storia e di cultura. Citiamo, dunque, solo i principali e più conosciuti.

Gabriele Fasano, nato nel 1645, fu valente poeta.

Nicola Troisio, nato nel 1700, fu, invece, letterato e teologo.

Giovan Camillo Maffei, nato nel 1560, svolse la sua opera di illustre matematico e filosofo, rinunziò alle cattedre nell'Università di Roma e di Padova, e si ritirò a Venezia.

Onofrio Giliberti, nato nel 1618, fu matematico valentissimo.

Nicola Tura, nato nel 1612, fu grande giureconsulto e poeta.

Matteo Barbini
fu professore di matematici nell'Università di Napoli.

Vittorio Ronchi fu valente architetto, nato nel 1609.

Riccardo Fasano fu il medico di re Carlo II d'Angiò.

Andrea e Nicola Fasano, entrambi protomedici del Regno e successivamente medici del Re ladislao, da cui ricevettero in dono, per i servizi prestati, feudi e titolo.

Salvatore Ronchi, nato nel 1770, fu medico dei Re Ferdinando 1 e Ferdinando 11, nonché professore nell'Università di Napoli.

Leonardo Santoro, anche Egli professore nella stessa Università e chirurgo degli stessi Re, vi nacque nel 1764.

Nicola Landolfi fu illustre chirurgo.

Massimiliano Murena, nato nel 1732, fu, invece, famoso giureconsulto.

Felice Giannattasio, insegne matematico, fu professore dell'Università di Napoli.

Salvatore Murena, che fu ministro di Stato.

Francesco Guarini, celebre pittore, che morì all'età di anni 39.

Per quanto concerne gli uomini di Chiesa, vi nacquero fra gli altri:

Nicola Tura arcivescovo di Benevento, nato nel 1619;

Costantino Vigilante, abate nato nel 1685;

Taddeo e Paolo Garzilli, nonché moltissimi altri prelati, oltre ad abati e ad illustri sacerdoti.

Gianfrancesco Orsini (Gravina, 1649), sebbene non nato in Solofra, vi fu educato fin dalla fanciullezza, rimanendo, così, sempre molto legato a questa terra. Fu Papa nel 1724 col nome di Benedetto XIII succedendo a Innocenzo III ed istituì in Solofra un'Accademia di Lettere amene. Morì nel 1730.
 

Visita Solofra >>> Dati e cifre

Si riportano qui di seguito dati e cifre di vario tipo inerenti Solofra: per ulteriori informazioni visitare le altre pagine della Rete Civica. Per quei dati che nella colonna grafico riportano il quadratino, è stato elaborato il grafico di confronto tra realtà locale e regionale: per visualizzarlo è sufficiente fare clic. Di alcuni dati è, altresì, possibile accedere a dettagli tramite il relativo link.

Denominazione

Valore

Superficie territoriale:

21,930 Kmq

Altitudine:

230-300 mt. s.l.m.

Popolazione residente:

11858

Uomini:

5730

Donne:

5764

Famiglie:

3455

Densità demografica:

509 Abitanti/Kmq

Abitazioni occupate:

2889 (4,1 pers./abitaz.)

Denominazione abitanti:

Solofrani

Santo Patrono:

S. Michele Arcangelo

C.A.P.:

83029

Prefisso telefonico:

0825

Distretto telefonico:

Avellino

Settore e Rete urbana:

Solofra

Scuole:

5

Università:

0

Luoghi di culto:

5

Farmacie:

2

Uffici Postali:

2

Sportelli bancari:

5

Posti telefonici pubblici:

1

Posti letto alberghieri:

0

Posti letto extralberghieri:

29

Seconde case vacanza:

60

Autovetture circolanti:

4832 (2,45 pers./auto)

Abbonati telefono (privato):

2913 (4,07 pers./telef.)

Consumo energia elettrica:

2333 Kwh/utente

Abbonati televisione:

2384 (0,2 TV/persona)

Autorizzazioni al commercio:

237 (50 abit./autorizz.)

Aziende agricole:

379 (0,032 aziende/pers.)

Superficie agricola utilizzata:

563 Ha (1,5 Ha/azienda)

Imprese totali:

451

Unità Locali totali:

910 (8,3% U.L./abitanti)

Addetti totali:

5823

Depositi bancari/sportelli:

72416 Milioni Lire

Impieghi bancari/sportelli:

50072 Milioni Lire

Partite IVA:

1498

Contribuenti IRPEF:

3058

Impon. IRPEF/contrib.:

20093 Migliaia Lire

Imposta IRPEF/contrib.:

4094 Migliaia Lire

Ricchezza immobiliare/ab.:

45043 Migliaia Lire

ICI/abitanti:

157 Migliaia Lire

Visita Solofra >>> Informazioni

Sono riportate qui di seguito informazioni di vario interesse afferenti il Comune di Solofra: nel particolare si elencano le Scuole, i Luoghi di Culto, le Farmacie, gli Uffici Postali, le Banche ed, infine, le Associazioni
 

Scuole

Denominazione

Indirizzo

Telefono

Direzione Didattica I Circolo

Via Casapapa

 0825.581250

Direzione Didattica II Circolo

Via Fratta

 

Scuola Primaria I Grado"F. Guarini"

Via Starza

0825.581242

Istituto Tecnico Commerciale "G. Ronca"

Via Melito

0825.532349

Istituto Tecnico Industriale

Via Melito

0825.581405

Luoghi di Culto

Denominazione

Indirizzo

Chiesa-Collegiata di S. Michele

Piazza S. Michele [0825.583330]

Chiesa di S. Domenico

Piazza D. Domenico [0825.581032]

Chiesa dei SS. Giuliano ed Andrea

Piazza S. Giuliano [0825.534673]

Chiesa di S. Agata

Via Umberto I [0825.532142]

Chiesa di S. Francesco (Frati Cappuccini)

Via Cappuccini [0825.532421]

Farmacie

Denominazione

Indirizzo

Telefono

Farmacia De Chiara

Via F. Destefano

0825.581092

Farmacia De Cristofaro

Via G. Ronca

0825.582383

Uffici Postali

Denominazione

Indirizzo

Telefono

P.T. Ufficio Locale

Via Garzilli

0825.583859

P.T. Ufficio Locale

Via Starza

0825.584780

P.T. (Fonodettatura telegrammi)

 

0825.581213

Banche

Denominazione

Indirizzo

Telefono

Banco di Napoli

Piazza Umberto I

0825.581013

Banca Popolare dell'Irpinia

Via F. De Stefano

0825.581374

Banca Pop. dell'Emilia Romagna

Via F. De Stefano

0825.583347

Banca di Credito Pop. di Torre del Greco

Piazza S. Giuliano

0825.532077

Associazioni

Denominazione

Indirizzo

Telefono

Ass. "Collegiata di S. Michele"

 

 

Pro Loco Locum Solofra

Vicolo Palazzo

 

Ass. Volontari Protezione Civile "G. Troisi"

Via Casapapa

0825.502138

Soccorso volontariato Ost. "R. Gagliardi"

Via Casapapa

0825.502138

Ass. "Orizzonte 2000"

 

 

Gruppo Culturale "F. Guarini"

 

 

Ass. "Arnova"

 

 

Ass. "Hypocrates"

 

 

Associazioni Bocciofili

 

 

A.S. "Solofra Calcio"

 

 

Ass. "Zelo in condotta"

 

 

Soc. "Basket Solofra"

 

 

Pol. "C.A.B. Centro Arcobaleno Basket"

 

 

Visita Solofra >>> Numeri utili

Servizi Sanitari

Denominazione

Telefono

Guardia Medica notturna e festiva

0825.502138

Ospedale "A. Landolfi" Via Melito

0825.532567

Servizi Sociali

Denominazione Telefono

Consultorio Familiare

0825.502138

Onda Rosa

081.5750717

CIAI-Centro Italiano Adozioni Internazionali

081.667803

Assistenza Oncologica domiciliare gratuita

081.202638

AIDO (Ass. Italiana Donatori Organi)

081.210498

Linea Verde AIDS (Ospedale S. Paolo)

167-019254

SANITEL (Ass. Infermieristica Domiciliare 24 ore)

167-012074

Tribunale del Diritto del Malato

081.5538921

Linea Verde Droga

167-278330

Servizi Vari

Denominazione

Telefono

Comune di Solofra
Piazza S. Michele (Palazzo Ducale Orsini)

0825.581185

0825.532494 fax

Polizia Municipale Piazza S. Michele

0825.581187

Ferrovie dello Stato (Informazioni ore 7-21)

167-888088

I.N.P.S. di Avellino Via Roma

0825.38955

ENEL Servizio Guasti

0825.626248

TELECOM Servizio Guasti

182

NapoletanaGas Servizio Guasti

167-803020

Prefettura di Avellino Corso V. Emanuele

0825.34493

Regione Campania Centro Direzionale

081.7531111

Provincia di Avellino Via C. Barone, 3

0825.7901

U.P.L.M.O. di Avellino Via Cannaviello, 53

0825.34191

Questura di Avellino Corso Europa, 31

0825.30529

 

Posto Telefonico Pubblico

Parrucchiere "da Lillino" Via F. De Stefano

0825.581150

Visita Solofra >>> Principali monumenti

Interno della Collegiata di San Michele Sine Macula: dipinto presente nella Collegiata di Solofra

Conceria Fontana dei Leoni
Santuario Madonna della Neve Palazzo Ducale Orsini
Piazza San Michele con Chiesa di San Rocco Piazza San Michele con scorcio della Collegiata

Visita Solofra >>> La Solofrana

E' un torrente della Campania, lungo 20 chilometri, affluente del Sarno. Nasce in territorio solofrano dal monte Garofano nei Picentini occidentali. Le sue sorgenti si chiamano Bocche soprane e Bocche sottane.
Il bacino del Sarno ha una estensione di 438,97 chilometri quadrati. In esso quello della Solofrana ha un’estensione di 135 chilometri quadrati.

La Solofrana con i suoi affluenti fino a Nocera

Un fiume ha sostenuto la concia delle pelli fin da quando Solofra era un centro pastorale, alimentando la ricca industria armentizia del salernitano. Sulle sue rive si formò il centro artigiano di ben due casali: Fiume e Burrelli. Altro casale conciario fu quello di Fontane soprane e sottane lungo il vallone Cantarelle (i cantari sono vasche per la concia). Le acque del fiume non subivano alcun inquinamento poiché il tipo di concia che si praticava non era inquinante. Infatti si usavano prodotti vegetali contenenti tannino che era l’unico prodotto che permetteva la concia del cuoio animale. Anzi le acque che uscivano dalle concerie, dette acque lorde (piene di scorza vegetale), erano altamente concimanti e venivano usate per innaffiare i campi.
Dice un testimone in un documento del XVIII secolo: “Le acque che escono dai tenaturi di concia vanno nei campi e non puzzano, ma odorano di mortella”.

Si cominciò a parlare di inquinamento delle acque della Solofrana quando nell’industria conciaria furono introdotti i prodotti chimici. Il problema ha avuto alterne vicende ed è stato affrontato da diverse leggi. Ora è permessa l’immissione delle acque nella Solofrana solo dopo la loro depurazione o direttamente, per le aziende che sono fornite di sistemi di depurazione in proprio o tramite il Codiso.

CO. DI. SO. Consorzio Disinquinamento Solofra

Scarico industriale continuo di una conceria autorizzata perché fornita di sistema di depurazione. Nel secondo dopoguerra si ebbe lo sviluppo industriale di questa attività che aveva ancora molte forme artigianali. Allora si colsero le opportunità di sviluppo offerte dalla Cassa per il Mezzogiorno quando molti operai divennero industriali. Con la ricostruzione del dopoterremoto si ebbe la definitiva dislocazione delle concerie nella zona industriale servita dal raccordo autostradale Avellino-Salerno.


Il distretto industriale di Solofra lungo la Solofrana

Il fiume soffre di questo sviluppo poiché il suo corso ha accolto le acque degli scarichi delle concerie. Il sistema depurativo è costituito da un impianto di pretrattamento delle industrie conciarie posto nella zona industriale di Solofra (Co. Di. So) ed uno di depurazione centralizzato posto a Mercato S. Severino.
 


 

 

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